Attesa per il discorso di Bernanke, ma Krugman dice:« fed ostaggio dei repubblicani»
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| Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve |
L'ATTESA PER LA FED - Le Borse europee risentono del clima di attesa per l'imminente discorso del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke. Giovedì sera a New York, Wall Street aveva chiuso con andamenti in deciso calo, interrompendo la tendenza positiva delle ultime tre giornate, uniformandosi così all'andamento delle Borse europee.
PIL USA PIU' «MAGRO» - Il discorso del numero uno della Fed è stato anticipato da una serie di rilevanti dati macro-economici Usa. Primo tra tutti quello sul Pil del secondo trimestre dell'anno, rivisto al ribasso: l'economia degli Stati Uniti è cresciuta al ritmo annualizzato dell'1% nel secondo trimestre dell'anno anziché dell'1,3% come riportato in via preliminare trenta giorni fa. La prima revisione del dato annunciata dal dipartimento del Commercio è in linea con le attese degli analisti. Riviste al rialzo le stime sulle spese per i consumi (da +0,1% a +0,4%) mentre è stata dimezzata a +3,1% la stima sulla crescita delle esportazioni. In lieve aumento le spinte inflazionistiche: l'indice che misura i prezzi degli acquisti di prodotti di uso personale è aumentato nel periodo del 3,2%, un decimo in più della stima preliminare di un mese fa.
LA POLEMICA DI KRUGMAN - Una Fed paralizzata, ostaggio del partito repubblicano. È questo il senso dell'editoriale di Paul Krugman di venerdì sul New York Times in attesa del discorso che Ben Bernanke terrà al simposio di Jackson Hole. Secondo l'economista, editorialista di punta del giornale newyorkese, i leader repubblicani nei mesi scorsi hanno talmente alzato il tiro delle polemiche sulla politica monetaria della Federal Reserve, che ogni nuova mossa di tipo «espansivo» - come un nuovo round di acquisti di titoli di Stato - sarebbe accolta da un eccezionale fuoco di fila . Ecco perchè - scrive Krugman - «sarei scioccato se Bernanke proponesse qualcosa di significativo per fermare la disoccupazione o offrire una spinta alla crescita». E ancora - scrive l'economista - «la Fed sta soffrendo da paralisi indotta esternamente. In effetti, è stata politicamente intimidita nel prendere posizione mentre l'economia ristagna».
TOKYO RISALE - La Borsa di Tokyo ha chiuso invece in terreno leggermente positivo, in concomitanza con le dimissioni del premier Naoto Kan da leader del Partito democratico (e a breve dal governo), e termina gli scambi in rialzo dello 0,29%. L'indice Nikkei si porta a quota 8.797,78, a ridosso dei massimi intraday, con un progresso di 25,42 punti.

